Cos'è il Tfr
La sigla Tfr sta per Trattamento di Fina Rapporto
ed è una somma di denaro che viene liquidata al sinoglo lavoratore da parte del relativo datore al cessare del rapporto di collaborazione, qualunque ne sia la motivazione. E' come se si trattasse di una parte di retribuzione che viene ritardata nel tempo, il cui ammontare aumenta con il tempo a seconda dello specifico lavoro in questione e dell'ammontare dello stipendio. Quindi ribadiamo che in tutti i casi in cui ha termine un rapporto di lavoro, siano essi un licenziamento piuttosto che delle dimissioni, è riconosciuto per il diritto dei lavoratori dipendenti a percepire una liquidazione quale trattamento di fine rapporto, tfr appunto. Il Tfr è da considerarsi una indennità che non soggetta alla ordinaria tassazione altres' rientrante in una tassazione espressamente creata per il trattamento di fine rapporto ed indennità simili. Il tfr è una indennità riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato.
Come si calcola il Tfr
Il trattamento di fine rapporto si calcola mettendo da parte di anno in anno il 6,91% dello stipensio lordo. Le somme accantonate vengono rivalutate alla fine di ogni anno applicando al capitale un tasso così determinato: si sommano un coefficiente pari all'1,5% fisso ed uno variabile che corrisponde al 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istat.
Tfr: regole di base
Nella Disciplina del Trattamento di Fine Rapporto
(art. 2120 Codice Civile) viene chiaramente definito che vi deve essere garanzia del tfr in ogni caso di cessazione della collaborazione subordinata; si stabilisce inoltre la cosiddetta rivalutazione del tfr: "è incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con applicazione di un tasso costituito dall'1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall'Istat, rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente"; Nello stesso articolo del Codice Civile si stabilisce inoltre che il lavoratore che possa contare su almeno otto anni di lavoro subordinato con lo stesso datore può chiedere "in costanza di rapporto di lavoro" che gli venga anticipata una somma che non superi il 70% sul tfr che gli spetterebbe nel caso di cessazione del rapporto al momento della richiesta. Vengono poi sabiliti dei limiti alle richieste di questo tipo che devono essere soddisfatte: ogni anno devono essere il 10% degli aventi titolo e comunque del 4% sul totale dei collaboratori dipendenti. Vi deve essere anche una giusta causa per la suddetta richiesta, quale ad esempio spese sanitarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli. Da notare come l'anticipazione di cui fin qui trattato può essere ottenuta 1 sola volta nel corso del rapporto di lavoro ed ovviamente viene detratta dal trattamento di fine rapporto (tfr).
Anticipazione Tfr
Dopo 8 anni di lavoro presso lo stesso datore
il singolo dipendente può chiedere un anticipo sul tfr che è stato maturato fino al giorno della richiesta. In tal caso può essere corrisposta una cifra pari al 70% dell'ammontare accantonato per spese urganti che devono però essere rigorosamente documentate ed appartenere a classi precise come le spese mediche o per l'acquisto di una prima casa. In caso di morte del lavoratore dipendente il trattamento di fine rapporto viene liquidato agli eredi.